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#ParoleBuone

Armonia

La parola buona della settimana è ARMONIA.

Quando le abitudini sono rivoluzionate, restano mute le note che compongono la colonna sonora della nostra esistenza. Se siamo colpiti nell’animo, emettiamo voci sottotono e tutto il nostro vivere è scordato.

«Sono venuto per il pianoforte, che è uno strumento a percussione». Così si presentava l’accordatore con la sua borsa di pelle nera piena di strani punteruoli, bulini e chiavi a stella.

Accarezzava il piano, perché il troppo caldo e il troppo freddo deformano le parti in legno e una fonte di calore, anche il sole diretto, è fatale per le vernici e le corde. Poi, il pianoforte era ridotto all’essenziale, come quelli condotti in un laboratorio di restauro. Lo strumento pareva una nave messa in secca con l’ossatura in ghisa a sostenere le corde percosse da martelletti. Corde uniche quelle delle note più basse e fino a tre corde quelle dei suoni più acuti. Partendo dal La del diapason, picchiettava i 52 tasti bianchi e i 36 neri, senza pronunciare alcuna parola. Tutto vibrava per un intero pomeriggio tranne quando infilava tra le corde i cunei di gomma e i panni di feltro. La voce dello strumento rinasceva dalle mani dell’accordatore e, a quel punto, il mio piano domestico avrebbe potuto accompagnare un concerto al Donizetti, il teatro della città dove sono nato e cresciuto, Bergamo.

Prima della prova finale, si concedeva una pausa. Metteva fuoco al tabacco e domandava mezzo bicchiere di vino rosso a mia madre.

L’accordatore di pianoforti che tendeva le corde a lungo battute e che riparava con mano chirurgica i meccanismi inceppati, aveva una storia particolare. Sapevo che alle spalle di quell’uomo c’era un dolore irreparabile. Da piccolo, a sei anni, aveva perso il fratello gemello colpito da meningite. Tuttavia, non aveva lasciato vincere il muto silenzio e il suo orecchio aveva continuato a cercare la forza della voce anche là dov’era smarrita.

La parola della settimana è Armonia. Quando si fanno fluire i suoni, i corpi e le energie in un unico accordo, otteniamo una migliore conoscenza di noi stessi. Dopo un colpo del destino, si può tornare ad avvertire un dialogo armonioso se si mantiene una predilezione per l’essenziale della vita e si esercita una paziente dedizione a custodirla.

Sergio Astori

Una mela intera, una mezza mela, semini e un vasetto con una piantina, su un tavolo in legno
“Questo è il vaso mignon dove ho deciso di seminare i semi di melo che ho trovato in un frutto all’inizio della quarantena.” Ilaria Sabbatini
Foto di Ilaria Sabbatini per #ParoleBuone

Audio

Testo in simboli CAA
(formato inbook)

Prima pagina della traduzione in simboli inbook della #ParolaBuona Armonia.

[Versione in simboli a cura di Antonio Bianchi, Centro Sovrazonale di Comunicazione Aumentativa di Milano e Verdello, secondo il modello definito dal Centro Studi inbook]

Testo Easy To Read (ETR)

La parola buona della settimana è ARMONIA che è un insieme equilibrato di suoni, parole, oggetti, persone… perfetto e bello, come la danza di una coppia di ballerini.

La nostra vita può essere vista come una musica o una danza, che, quando c’è una crisi, si interrompe: la musica diventa silenzio e la danza si ferma. I suoni e le voci non si capiscono più, così come i movimenti sembrano senza ritmo e senza significato. La vita perde il suo senso.

A casa mia c’era un pianoforte, che è uno strumento musicale in cui le corde vengono percosse, come un tamburo, da piccoli martelli.

Ogni tanto veniva l’accordatore che è una persona che ripara i pianoforti.
L’accordatore veniva con una borsa di pelle nera con dentro diversi e strani strumenti.

L’accordatore accarezzava il piano, come per consolarlo. Le parti del pianoforte che sono di legno soffrono se fa troppo caldo o troppo freddo e cambiano forma. E così la musica non è più bella e armoniosa.

Poi l’accordatore smontava il pianoforte in tanti parti come si fa in un laboratorio dove si riparano oggetti.

Lo scheletro di metallo del pianoforte, con sopra le corde e piccoli martelli, sembrava una nave portata sulla riva e smontata.

L’accordatore poi, senza dire neanche una parola, provava a suonare il pianoforte e con le dita toccava i 52 tasti bianchi e i 36 tasti neri.

L’aria vibrava per un pomeriggio intero, i suoni si fermavano solo quando l’accordatore metteva tra le corde pezzi di gomma e di stoffa.

Il pianoforte di casa mia tornava come nuovo e avrebbe potuto partecipare a un concerto al teatro più importante di Bergamo, la città dove sono nato.

L’accordatore, prima di provare il pianoforte, si fermava per fumare la pipa e bere un bicchiere di vino rosso.

La persona che riparava i pianoforti aveva una storia particolare, in cui c’era un grande dolore. Quando l’accordatore era un bambino, era morto suo fratello gemello che si era ammalato di meningite.
Però non si era chiuso nel silenzio della sofferenza, infatti quando si soffre spesso le persone vogliono restare sole e non parlano con le altre persone.
L’accordatore con il suo orecchio allenato a sentire il suono dei pianoforti aveva cercato la voce che aveva perso, la voce di suo fratello.

La parola della settimana è Armonia. La conoscenza di noi stessi diventa migliore quando si lasciano scorrere suoni, corpi ed energie e riusciamo a tornare a danzare tutti insieme. La musica e la danza della vita, la serenità possono ricominciare anche dopo un dolore forte. L’armonia può ritornare se si è attenti a ciò che amiamo veramente.

[Testo in scrittura ETR – Easy To Read, “facile da leggere”- a cura del team ETR della Cooperativa AccaparlanteAssociazione “Centro Documentazione Handicap”]

Video in Lingua dei Segni Italiana (LIS)

#ParoleBuone – ARMONIA in LIS

Alla traduzione della parola buona in Lingua dei Segni Italiana (LIS) lavora un gruppo di esperti. L'ottima squadra è costituita da Marilena Lionetti, interprete LIS oltre che dottoressa in psicologia, da chi traduce il testo originale in testo Easy To Read ETR (su cui si basa la traduzione in segni) e chi fa l'opera di montaggio del video pre e post sottotitolazione, Marcantonio Lunardi – video artist, e chi cura i sottotitoli, Vera Arma di CulturAbile – Audiodescrizione e Sottotitolazione. Senza dimenticare la parte grafica curata da Lavì Abeni.Dopo un intenso lavoro, questa settimana, la versione in LIS della parola ARMONIA la pubblichiamo nella notte di Pasqua, dopo che il venerdì della Settimana Santa è uscita la nuova parola nuova LODE.È un dono ritornare un passo indietro e rivedere in altro modo una parola buona già letta nel testo originario di Sergio Astori, ascoltata e riascoltata grazie alle Web Radio de ISemprevivi e Radio BlaBla, decifrata nella versione inbook curata da Antonio Bianchi del Centro Sovrazonale e rimuginata in parole semplici Easy To Read.Il video in Lingua dei Segni Italiana sottotitolato è il formato di #ParoleBuone a cui più tiene il principale sostenitore del progetto che è la Fondazione Pio Istituto dei Sordi di Milano, che dal 1854 si occupa delle persone sorde, in particolare di quelle più fragili.La parola buona è ARMONIA che è un insieme equilibrato di suoni, parole, oggetti, persone… perfetto e bello, come una danza…Buona visione del video e… Buona Pasqua!#ParoleBuone #Coronavirus #Paura #Resilienza #PillolediResilienza #Crisi #Vita #Pianoforte #Accordatore #TerzaParolaBuona #Armonia #Danza #Flamenco #Musica #Dolore #Vita #Accessibilita #Inclusione #LIS #PioIstitutodeiSordi

Pubblicato da Qui #ParoleBuone su Sabato 11 aprile 2020

[Video traduzione in Lingua dei Segni Italiana (LIS) a cura di Marilena Lionetti, dottoressa in Psicologia clinica e Interprete LIS]

[Sottotitoli a cura di Vera Arma, CulturAbile Onlus]

[Montaggio a cura di Marcantonio Lunardi]

[Un grazie particolare alla Fondazione Pio Istituto dei Sordi di Milano per l’importante sostegno al progetto #ParoleBuone]

1 risposta su “Armonia”

Sulla ” saggezza” possiamo parlare di esempi importanti che hanno tracciato la nostra storia. In questi giorni di “ passione” diventa sempre più importante e valoriale fare riferimento ai grandi del nostro passato che hanno segnato la nostra vita rendendocela piena di significato.
Mi trovo spesso a pensare agli “ emolumenti” della Storia che hanno seminato il nostro cammino infondendoci speranza, fiducia. E proprio in queste giornate di “ libertà feconda” il mio pensiero spesso va a un Uomo come per attingere ad un più alto livello di vita da cui apprendere per imparare ad esistere con forza ma anche con dolcezza, perché la nostra paura non possa scivolare nell’indifferenza, o peggio nell’aggressività o nella cattiveria. Lui è Nelson Mandela , un uomo che ha vissuto per 25 anni rinchiuso in prigione, in una cella di pochi metri e non nelle nostre case, nella mia casa accogliente ; per ben 25 anni ha lavorato con se stesso mantenendo lucido il pensiero e i suoi desideri. Quel desiderio sotteso l’ha aiutato a crescere sempre più nel silenzio e in quella che poteva sembrare un’arrendevolezza in una cella in cui presupponiamo non esserci alcuna via di fuga.
Una volta libero, a chi gli chiedeva , fra cronisti e giornalisti, come aveva potuto resistere e non soccombere a questa costrizione infinita, lui con forte etica morale rispose allora: “ Mi preparavo a diventare Presidente” , una risposta che ci aiuta a vedere oltre ciò che reputiamo , oggi, anche un castigo, una forzatura inconcepibile. Quanto può costruire un pensiero positivo in abbondanza, quanto le nostre visioni possono aiutarci ad investire in un domani più gratificante e rigenerante non solo per noi ma anche a servizio della collettività?
Ieri sera, lo psicoterapeuta Massimo Recalcati a “ Piazza Pulita” faceva riferimento all’importanza, oggi, di mettere in luce gli elementi positivi e in primis quello della solidarietà che lui auspicava diventare collante per tutte le nostre società senza pagare più alcun tributo alla diversità e alla intolleranza. Massimo R. ci parlava non di privazione ma di recupero dell’esperienza più alta della libertà che ci accomuna tutti oggi. Ci parlava del valore della resistenza in riferimento a questa potenza negativa , la pandemia, a cui va contrapposta una potenza positiva di più alto spessore e che l’audacia menzionata nei giorni scorsi da Baricco è meta da perseguire, da caldeggiare, perché nessuno di noi si salva da solo e ognuno di noi deve fare la sua parte per ingrossare quella controparte. Recalcati chiudeva osservando che per battere questo trauma bisogna essere inauditi nella reazione ( bellissimo termine…inauditi) , ognuno nel proprio specifico, e nel lato creativo che caratterizza ognuno di noi.
Sono andata a sfogliare il vocabolario con curiosità alla parola “ inauditi ”e ho trovato i corrispettivi …eccezionali, formidabili, straordinari, unici, inconsueti, insoliti, singolari…Sì oggi ognuno di noi deve tirare fuori la propria singolarità , lo spirito profondo che ci anima, l’anima che ci differenzia ma che ci amalgama gli uni agli altri. Mastichiamolo questo cambiamento fiduciosi di un’Energia che se ne trae da cui cresce Unione.
E per tornare a quello che per me è un mito, Nelson Mandela se lo interiorizziamo sa scaldare quel concetto di spirito del singolo indirizzandoci verso mete rigogliose di gioia perché NULLA è Più FORTE della condivisione, dell’appartenenza verso chi soffre . Una responsabilità etica perché la vita senza conoscenza dell’alterità, della comunione con l’altro non ha sapore, non cresce. Solo con questa trasformazione del pensiero possiamo creare sviluppo, coscienza, ricchezza sociale, vita propulsiva. Solo una rivoluzione interiore può trasformare le mancanze in opportunità Oggi Nelson Mandela è accanto a me come tutti i grandi che hanno trasformato la loro sofferenza in capacità etica, in risorsa sociale, in nutrimento per popoli interi ( Gesù si è immolato per il Suo popolo) Ma se solo un Uomo può cambiare la Storia, noi oggi in quanti siamo a crederci?
Sonia Scarpante Presidente Associazione “ La cura di sé” http://www.lacuradise.it

Sonia Scarpante

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