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Semplicità

La nuova parola buona è SEMPLICITÀ

Ci si sente esclusi o sopraffatti quando si ascoltano lunghi giri di parole e tortuosi ragionamenti. Le spiegazioni chiare e semplici, invece, convincono e rassicurano. Succede lo stesso con la scrittura. Si legge meglio ciò che ha un tratto deciso e lineare. Analogamente accade per le immagini. Una fotografia o un’opera artistica che tocca il cuore, conquista subito.
Quando il 21 marzo 2020 è stata lanciata l’iniziativa “Parole Buone. Pillole di resilienza per superare la crisi” l’idea era semplice. Il progetto comunicativo consisteva nel disseminare contenuti positivi in mezzo alle informazioni virali della crisi sanitaria e sociale dovuta al coronavirus.
Nel tempo del lockdown, grazie alla rete, è nata un’équipe affiatata di esperti che hanno collaborato perché le parole fossero accessibili a tutti.
Dopo sedici settimane si può dire di aver raccolto numerosissimi frutti. È stato possibile tenere fede alla parola data ai fruitori di Parole Buone, accompagnando per un’intera stagione le fatiche psicologiche e morali prodotte dall’emergenza Covid-19. Sono stati prodotti i testi nella forma scritta tradizionale, in versioni Easy To Read e nei simboli della comunicazione aumentativa, come podcast audio, video e immagini fotografiche originali, video in lingua dei segni italiana con sottotitoli.
La resilienza comunitaria è stata coltivata attraverso la meditazione di Parole Buone: scienza, saggezza, armonia, lode, appuntamento, condivisione, trasformazione, impegno, meraviglia, occasione, intreccio, visione, rischio, orizzonte, ascolto.
L’attenzione da parte del pubblico è stata straordinaria. Lo confermano numeri importanti. Negli ultimi tre mesi 11.400 visualizzazioni su Instagram, centinaia di ascolti alle radio amiche e di consultazioni della pagina web, 116.700 visualizzazioni su Facebook.
Il progetto continuerà, anche in modi inediti, grazie al rinnovato sostegno economico della Fondazione Pio Istituto dei Sordi di Milano, insieme a quello di un nuovo e vivace supporter e di chi vorrà ancora aggiungersi, per arrivare al termine di quest’impegnativo 2020.

La nuova parola buona è Semplicità. In tempi di fatica si avverte il bisogno di afferrare e condividere l’essenziale. Chi cerca di comunicare con parole semplici raggiunge il cuore.

Sergio Astori

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