Il progetto editoriale

#ParoleBuone, pillole di resilienza per superare la crisi, nate da un’intuizione dello psichiatra e scrittore Sergio Astori.
Un percorso di parole, immagini e video, per sperare nel tempo del Coronavirus e preparare la ripresa.

Ogni “parola buona” viene pubblicata in diversi formati, nell’arco di una settimana.
Il gruppo di lavoro è composto da: Sergio Astori, Martina Gerosa, Luca Rolandi, Silvia Sanchini con Lavì Abeni, Antonio Bianchi, Marilena Lionetti, Marcantonio Lunardi.
Collaborano al progetto: Vera Arma, Giulia Astori, Silvia Astori, Sadri Faslliu, Luca Errani, Nicola Rabbi.
Le fotografie di #ParoleBuone sono della fotografa Ilaria Sabbatini.

Spiega lo psichiatra Sergio Astori:
“In piena emergenza Coronavirus diversi lettori mi hanno domandato se potessi dire una ‘parola buona’. Attraverso un primo confronto con amici e professionisti con competenze variegate: educatori, volontari, medici, clinici, giornalisti, operatori del terzo settore e altri ancora, abbiamo sviluppato un innovativo progetto editoriale mentre la crisi sanitaria ed economica ci coinvolgeva tutti”.

La pandemia sta procurando molti e significativi strascichi emotivi e sociali. I drastici cambiamenti nello stile di vita e il confronto drammatico con il dolore e la paura della morte, l’esperienza di piangere un parente senza poterlo salutare per l’ultima volta, richiedono una metabolizzazione complessa e una grande capacità di resilienza collettiva.

L’auspicio e la finalità del progetto sono illustrati da Sergio Astori: “Quando la neve inizia a sciogliersi scompare in breve tempo. Questa volta invece il ritorno alla normalità è più lento, molto più complicato. Per questo dobbiamo prestare attenzione ai piccoli segnali di speranza che, nonostante tutto, si manifestano. Non è un disgelo, ma ci sono tanti bucaneve da valorizzare”.

Per questo è stato ideato un logo per identificare il progetto con un hasthag, simbolo di connessione e rete, con due bucanevi creato da Lavì Abeni.

Il progetto editoriale #ParoleBuone ha l’importante sostegno della Fondazione Pio Istituto dei Sordi di Milano.