#PAROLEBUONE

Trasmissione

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Trasmettere è creare un ponte che serve a partire e a tornare. Autore: Pierre Blaché

La cinquantaseiesima parola buona è TRASMISSIONE.

Negli ultimi anni, alle radio tradizionali ricevibili via etere in modulazione di frequenza, si sono affiancate le web radio o radio on-line.

Con il collegamento internet, i programmi hanno un raggio di ascolto ampio, non limitato da barriere orografiche o infrastrutturali. La tecnologia cosiddetta streem veicola le comunicazioni radiofoniche fino ai computer, ai tablet, agli smartphone, alle automobili connesse. 

Fin dalla primavera del 2020, il Progetto editoriale Parole Buone – Pillole di resilienza per superare la crisi, ha intrecciato un rapporto di speciale simpatia con la trasmissione radiofonica quindicinale Onda Diurna Community. Ora vi rivelerò il perché.  

Tra le principali fonti di ispirazione per le nostre Parole Buone, vi sono le pagine scritte dalla filosofa francese di origini ebraiche Simone Weil quando si trovò in esilio a Londra nel 1943.  

Nessuno parlava di resilienza, e lei già suggeriva che di mettere in salvo le radici umane più preziose per superare i tempi bui del disorientamento e della crisi. La Weil si era unita agli attivisti del movimento di resistenza France Libre riparati in Gran Bretagna.

Ad essi, la radio BBC offrì alcuni minuti di trasmissione giornaliera a onde condivise con la Francia. Lo spazio di programmazione si chiamò Radio Londre. Radio Londra era il format di sostegno verbale diffuso nelle loro stesse lingue, offerto alle popolazioni alleate oppresse dai nazisti. 

La scelta di salvare e trasmettere nel mondo dei media e dei social contenuti buoni per favorire la ripresa collettiva in un tempo di solitudini e paure ha fatto trovare anche a noi un generoso alleato radiofonico, Shareradio, nell’ambito del più ampio progetto di animazione culturale urbana del Comune di Milano “Città visibile”.

Oggi come al tempo della Weil, la scrittura e le tecnologie di trasmissione, se ben orientate, possono favorire inclusione, accessibilità, partecipazione. Avanziamo tutti in civiltà quando le risorse pubbliche e private favoriscono la cultura del dialogo e sostengono le pratiche democratiche. 

Oggi come al tempo della Weil, con parole buone che surfano grazie a onde buone, si può alimentare un fronte di resistenza alle gratuite prepotenze, agli smisurati egoismi, alle assordanti indifferenze. 

La nuova parola buona è TRASMISSIONE.

Un passaparola onesto e gentile resiste alla barbarie trasmettendo il valore della partecipazione. 


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#PAROLEBUONE

Sergio Astori

Chi sono

Sono papà di Giulia e Silvia e marito di Monica, immunologa clinica.
Mi appassiona conoscere ciò che ci anima come donne e uomini, e studio le situazioni di limite che possono offuscare la bellezza delle persone.
Sono cresciuto a Bergamo, poi sono diventato medico a Milano, poi mi sono specializzato a Pavia in psichiatria e psicoterapia, infine ho completato gli studi con un dottorato in Salute pubblica, scienze sanitarie e formative.
Esercito a Milano dove insegno alla Facoltà di Psicologia dell’Universita Cattolica.
Quello che credo in una frase?
In noi l’intelligenza coniugata con la coscienza è una scintilla di infinito che può fare la differenza.