#PAROLEBUONE

Perché #ParoleBuone?

Occorre un supporto per favorire la ripresa del singolo e di una comunità in una fase di crisi. #ParoleBuone vuole essere un servizio di umanizzazione verbale e non verbale da diffondere nei contesti comunicativi più popolari.

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Perché #ParoleBuone?

Occorre un supporto per favorire la ripresa del singolo e di una comunità in una fase di crisi. #ParoleBuone vuole essere un servizio di umanizzazione verbale e non verbale da diffondere nei contesti comunicativi più popolari.

Le parole buone

Attenzione

La trentaduesima parola buona è ATTENZIONE

L’anno si è aperto con una grande speranza sulla distribuzione dei vaccini.

Scelta

La trentunesima parola buona è SCELTA

Mai le nostre vite si sono misurate con tanti obblighi e restrizioni come negli ultimi dodici mesi.

Coraggio

La trentesima parola buona è CORAGGIO.
Ci sentiamo proprio dei naufraghi in mezzo al mare.

Futuro

La ventinovesima parola buona è FUTURO.
Le nostre Parole Buone vanno e vengono. Oggi ci offrono l’occasione per riflettere su di un sentimento diffuso, quello di un futuro sospeso, complicato da leggere.

Desiderio

La ventottesima parola buona è DESIDERIO.
Tutti hanno un loro personaggio letterario nel cuore. Il mio è il protagonista del libro “La città della gioia” di Dominique Lapierre e si chiama Hasari Pal.

#PAROLEBUONE

Sergio Astori

Chi sono

Sono papà di Giulia e Silvia e marito di Monica, immunologa clinica.
Mi appassiona conoscere ciò che ci anima come donne e uomini, e studio le situazioni di limite che possono offuscare la bellezza delle persone.
Sono cresciuto a Bergamo, poi sono diventato medico a Milano, poi mi sono specializzato a Pavia in psichiatria e psicoterapia, infine ho completato gli studi con un dottorato in Salute pubblica, scienze sanitarie e formative.
Esercito a Milano dove insegno alla Facoltà di Psicologia dell’Universita Cattolica.
Quello che credo in una frase?
In noi l’intelligenza coniugata con la coscienza è una scintilla di infinito che può fare la differenza.