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Le parole buone

Riserva

La cento ventiduesima parola buona è Riserva.
Per sei anni, le parole sono arrivate così: senza fretta. Alcune sono nate durante un colloquio, altre lungo una strada percorsa ogni mattina; altre ancora mentre qualcuno cercava il nome giusto per una ferita o per una speranza. Tutte hanno fatto emergere volti, storie, incontri.

Nome

La centoventunesima parola buona è Nome.
Le immagini riprese dalle telecamere della stazione di servizio sulla Statale Jonica sono quasi insostenibili.

Voce

La centoventesima parola buona è Voce.
Durante un Festival dedicato al mondo del doppiaggio e dell'interpretazione, un'attrice prese la parola davanti al pubblico.

Riconoscimento

La centodiciannovesima parola buona è Riconoscimento.
C'è un luogo dove tutto si gioca al di qua e al di là di un cartello: Attenzione! Sorveglianza armata. Limite invalicabile. È il carcere. Lì, succede sempre qualcosa che non dimentichi.

Slancio

La centodiciottesima parola buona è Slancio.
A volte ascolto persone che raccontano di aver trovato in sé una "forza incredibile" proprio là dove immaginavano un limite. Quando a dirlo è un anziano, l'emozione è contagiosa.

Sergio Astori

Chi sono

Sono papà di Giulia e Silvia e marito di Monica, immunologa clinica.
Mi appassiona conoscere ciò che ci anima come donne e uomini, e studio le situazioni di limite che possono offuscare la bellezza delle persone.
Sono cresciuto a Bergamo, poi sono diventato medico a Milano, poi mi sono specializzato a Pavia in psichiatria e psicoterapia, infine ho completato gli studi con un dottorato in Salute pubblica, scienze sanitarie e formative.
Esercito a Milano dove insegno alla Facoltà di Psicologia dell’Universita Cattolica.
Quello che credo in una frase?
In noi l’intelligenza coniugata con la coscienza è una scintilla di infinito che può fare la differenza.