Civiltà

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Guardare il volto reale delle persone, genera valore culturale per tutti. Foto di Sergio Astori

L’ottantacinquesima parola buona è CIVILTÀ.

Secondo l’ISTAT, circa 1 milione e 600 mila italiani vivono in comuni dove manca qualsiasi forma di offerta culturale. Il fenomeno si concentra nelle aree interne, nelle zone rurali o in declino demografico. Siamo ancora un Paese a diverse velocità.


Per il medico, scrittore e pittore Carlo Levi, Cristo si era fermato a Eboli quando la strada e il treno abbandonavano la costa di Salerno e il mare, e si addentravano nel territorio lucano dove lui era stato confinato nel 1935 dal regime fascista. L’espressione l’aveva raccolta dalle labbra di uomini che non si percepivano cristiani come tutti gli altri, perché si sentivano trattati come bestie.

Levi denunciava che nessuna parola umana o divina aveva nutrito una terra arida, refrattaria, preistorica. Là dove non era penetrata alcuna civiltà e cultura, neppure Cristo si era degnato di scendere: un inferno di “dolore terrestre che sta per sempre nelle cose”.
Mi domando: nelle nostre periferie esistenziali che cosa accade? Quante donne, quanti uomini e quanti bambini restano privi di un saluto, di una parola rispettosa e di un gesto inclusivo?

La nuova parola buona è CIVILTÀ.

Guardare il volto reale delle persone, genera valore culturale per tutti.



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Sergio Astori

Chi sono

Sono papà di Giulia e Silvia e marito di Monica, immunologa clinica.
Mi appassiona conoscere ciò che ci anima come donne e uomini, e studio le situazioni di limite che possono offuscare la bellezza delle persone.
Sono cresciuto a Bergamo, poi sono diventato medico a Milano, poi mi sono specializzato a Pavia in psichiatria e psicoterapia, infine ho completato gli studi con un dottorato in Salute pubblica, scienze sanitarie e formative.
Esercito a Milano dove insegno alla Facoltà di Psicologia dell’Universita Cattolica.
Quello che credo in una frase?
In noi l’intelligenza coniugata con la coscienza è una scintilla di infinito che può fare la differenza.