#PAROLEBUONE

Intesa

I
Si capiscono effettivamente gli altri quando non ci si ferma alle apparenze.

La quarantaquattresima Parola Buona è INTESA.

Ogni giorno nascono nuovi linguaggi che migliorano la definizione della vita. Le parole e le immagini pensate aiutano a comprendere chi siamo e che cos’è il mondo che ci circonda. Quando non si parla e non si comunica, resta solo spazio per reazioni primitive e violente.


Come sapete, con il patrocinio di generosi sponsor, ci siamo impegnati a tradurre le nostre Parole Buone in molti formati accessibili. Abbiamo cercato di far sì che il più gran numero di lettori avesse accesso in autonomia alle Pillole di resilienza.

Abbiamo divulgato formati audio, abbiamo promosso la realizzazione di video nella Lingua Italiana dei Segni con sottotitolazione, abbiamo arricchito ogni Parola Buona di una versione Facile da Leggere (Easy To Read) e anche di una traduzione in Simboli; per chi fa più fatica a comprendere ci sono le pagine di un vero libro inclusivo (InBook).

Da pochi giorni è arrivata anche la versione braille delle #ParoleBuone.


Adesso sentiamo particolarmente nostre le parole di Elvira Zaccagnino che ha accolto la Mostra delle Parole Buone alla prima Fiera Nazionale dei Lettori alla Pari a Terlizzi, in provincia di Bari. « L’accessibilità alla lettura – dice la curatrice della Fiera – è enzima di democrazia e partecipazione, di pari opportunità e dignità».

In una tavola rotonda nella sede di esposizione della Mostra, gli esperti del nostro team Martina Gerosa, Antonio Bianchi, Nicola Rabbi e Gabriella Barilari hanno mostrato nel dettaglio come, negli ultimi 18 mesi, abbiamo ridetto le Parole Buone in modi tanto vari e differenti.

Antonio Bianchi, il nostro esperto in traduzione in simboli (InBook) ha spiegato che è cruciale portare nel linguaggio accessibile il significato principale di ogni parola buona, sacrificando se necessario una trasposizione formalmente aderente al testo originario, curando comunque la fedeltà all’intenzione e al registro dell’autore e alla ricchezza linguistica del testo.

Il traduttore è più efficace nel diffondere le pillole di resilienza quando mira a ottenere il significato più comprensibile ai lettori che necessitano di uno strumento in più per sentirsi anche loro parte di una comunità. Così l’intenzione di comunicare giunge davvero al cuore di ogni nostro lettore e ascoltatore.

La nuova parola buona é Intesa.

Si accresce lo stare bene insieme quando ci sforziamo di intendere il modo con il quale gli altri parlano e ascoltano.


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#PAROLEBUONE

Sergio Astori

Chi sono

Sono papà di Giulia e Silvia e marito di Monica, immunologa clinica.
Mi appassiona conoscere ciò che ci anima come donne e uomini, e studio le situazioni di limite che possono offuscare la bellezza delle persone.
Sono cresciuto a Bergamo, poi sono diventato medico a Milano, poi mi sono specializzato a Pavia in psichiatria e psicoterapia, infine ho completato gli studi con un dottorato in Salute pubblica, scienze sanitarie e formative.
Esercito a Milano dove insegno alla Facoltà di Psicologia dell’Universita Cattolica.
Quello che credo in una frase?
In noi l’intelligenza coniugata con la coscienza è una scintilla di infinito che può fare la differenza.