#PAROLEBUONE

Meraviglia

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Sognare il mondo attraverso la creatività e il senso di meraviglia.
Foto di Ilaria Sabbatini per #ParoleBuone.

La nona parola buona della settimana è MERAVIGLIA.

In un tempo inquieto come il nostro, non ci meraviglia più nulla e si smania perché tutto sia chiaro all’istante, si rimugina su quel che verrà, ci si affida a chi vuol vendere soluzioni già pronte.
Proprio quando si solleva un pugno di sabbia di mare, ci si accorge che è costituito da un puzzle di quarzi, conchiglie e coralli. Vi racconto di un giovane che allo stesso modo ha preso in mano se stesso. Aveva una sofferenza cerebrale dalla nascita, di cui si erano accorti un po’ tardi. Sembrava che appartenesse ad un mondo di creature fantastiche. Si metteva a urlare quando era accesa l’aria condizionata, sostava di continuo nei bar per domandare un bicchier d’acqua. Veniva agli incontri terapeutici con un quotidiano distribuito alle fermate della metropolitana. Scorreva cauto l’elenco delle temperature, minime e massime, della rubrica dedicata alle previsioni del tempo. Si sventolava con il giornale quando lo sguardo incrociava il nome di una località calda. Invece, si abbracciava da solo scorgendo i numeri sotto lo zero.
Un giorno sbatté arrabbiato i fogli stampati sulla scrivania. Vicino al nome di una città, nella colonna delle temperature massime, si leggeva un numero più basso di quello riportato nella colonna delle temperature minime. Appena spiegato che si trattava di un errore tipografico, infilò la porta dello studio medico e corse in sala d’attesa, dai suoi genitori, per abbracciarli. Aveva compreso di non essere uno sbaglio e che le sue sensazioni non erano errate senza rimedio. Fino a quel momento si era creduto un fastidio per gli altri, un essere oscuro, un mostro indecifrabile. Da allora, ha potuto desiderare un refrigerio senza temere di morire di freddo e ha pensato di lasciarsi accarezzare dal sole senza l’angoscia di restare scottato.

La parola buona della settimana è Meraviglia. Fermarsi alle apparenze, conferma ciò che si sa. Un’attenzione meravigliata ai particolari che rendono unica ogni storia umana, fa tornare protagonista chi non si sente partecipe della propria vita.


Testo Easy To Read (ETR)

La parola buona della settimana è MERAVIGLIA

In un periodo difficile a causa del coronavirus, noi non proviamo più meraviglia e vogliamo avere subito delle risposte alle nostre paure. Abbiamo paura del futuro e cerchiamo le persone che ci danno delle risposte veloci.

Quando in spiaggia prendiamo un pugno di sabbia, ci accorgiamo che è fatto di piccole pietre lucenti, conchiglie e corallo.

Vi racconto la storia di un uomo giovane che aveva una disabilità da quando era nato. Questo giovane sembrava far parte di un mondo di creature fantastiche. Un giorno questo giovane ha preso in mano la sua vita, come un pugno di sabbia.

Il giovane aveva dei comportamenti strani: quando era accesa l’aria condizionata si metteva a urlare, quando camminava per strada si fermava nei bar a chiedere un bicchiere di acqua. Arrivava dallo psicologo con un giornale che prendeva alle fermate della metropolitana.

Il giovane leggeva le previsioni del tempo e guardava con attenzione l’elenco delle temperature minime e massime nelle diverse città. Quando leggeva la temperatura di una città calda sventolava il giornale per avere fresco in faccia. Quando leggeva la temperatura di una città fredda si abbracciava da solo, come se dovesse scaldarsi.

Un giorno il giovane è arrivato dallo psicologo arrabbiato ed ha sbattuto i fogli del giornale sulla scrivania. Vicino al nome di una città, nella colonna delle temperature massime, si leggeva un numero più basso di quello che era nella colonna delle temperature minime. Questo cosa per lui non poteva essere vera.

Lo psicologo ha spiegato al giovane che era un errore di stampa sul giornale; allora lui è andato di corsa in sala d’attesa dai suoi genitori e li ha abbracciati. Aveva capito di non essere lui lo sbaglio e che quello che pensava e sentiva non era sempre sbagliato.

Il giovane aveva sempre pensato di essere un fastidio per gli altri, una persona che non si capisce mai, un mostro spaventoso. Da quel giorno è riuscito a sentire un po’ di freddo senza aver paura di morire di freddo e a prendere il sole senza la paura di scottarsi.

La parola buona della settimana è Meraviglia.

Dobbiamo osservare con attenzione le cose e le persone. Se prestiamo attenzione scopriamo nuovi particolari, scopriamo nuove cose e proviamo meraviglia. Scopriamo che ogni persona ha una sua storia, che ogni persona è importante.

[Testo in scrittura ETR – Easy To Read, “facile da leggere”- a cura del team ETR della Cooperativa AccaparlanteAssociazione “Centro Documentazione Handicap”]

Video in Lingua dei Segni Italiana (LIS)

[Video traduzione in Lingua dei Segni Italiana (LIS) a cura di Marilena Lionetti, dottoressa in Psicologia clinica e Interprete LIS]

[Sottotitoli a cura di Vera Arma, CulturAbile Onlus]

[Montaggio a cura di Marcantonio Lunardi]

[Un grazie particolare alla Fondazione Pio Istituto dei Sordi di Milano per l’importante sostegno al progetto #ParoleBuone]


Pillole audio di Sergio Astori


Testo in simboli CAA

[Versione in simboli a cura di Antonio Bianchi, Centro Sovrazonale di Comunicazione Aumentativa di Milano e Verdello, secondo il modello definito dal Centro Studi inbook]

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#PAROLEBUONE

Sergio Astori

Chi sono

Sono papà di Giulia e Silvia e marito di Monica, immunologa clinica.
Mi appassiona conoscere ciò che ci anima come donne e uomini, e studio le situazioni di limite che possono offuscare la bellezza delle persone.
Sono cresciuto a Bergamo, poi sono diventato medico a Milano, poi mi sono specializzato a Pavia in psichiatria e psicoterapia, infine ho completato gli studi con un dottorato in Salute pubblica, scienze sanitarie e formative.
Esercito a Milano dove insegno alla Facoltà di Psicologia dell’Universita Cattolica.
Quello che credo in una frase?
In noi l’intelligenza coniugata con la coscienza è una scintilla di infinito che può fare la differenza.