#PAROLEBUONE

Preparazione

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Realizziamo ciò che ci appassiona se ci nutriamo di buona preparazione. Foto di Shvets Production


La cinquantunesima parola buona é PREPARAZIONE.

Certe occasioni vanno afferrate al volo, ma, a pensarci bene, spesso si fa davvero tesoro delle situazioni impreviste solo se sappiamo cogliere anche i significati nascosti che si nascondono dietro le apparenze.


Il 18 gennaio 2022 per la prima volta nella storia del Teatro d’opera più famoso nel mondo, la Scala di Milano, il podio é stato occupato da una donna italiana: Speranza Scappucci.


Pochi giorni prima si era saputo che il titolare, il Direttore Evelino Pidò, positivo al test del Coronavirus, si era dovuto mettere in isolamento e lei è letteralmente saltata su di un cavallo in corsa, anticipando di alcuni mesi il suo arrivo alla Scala, inizialmente previsto per il 2 maggio.


La Scappucci non poteva immaginare un debutto alla Scala migliore di questo, dirigendo un’opera di Bellini, che ritiene un compositore geniale, perché, dice, è capace di passare dalla musica marziale contrastata a quella melodica delle arie, fino a diventare quasi impressionistica.


Il Maestro Scappucci conosce molto bene il repertorio di Bellini e, dato che sa quello che fa, è stata chiamata al Piermarini dopo essere stata apprezzata in molti e famosi teatri, all’Opéra di Parigi al Met di New York, fino Opéra Royale di Liegi di cui da 5 anni è Direttrice.


É stato emozionante veder volteggiare la sua bacchetta e vederla indossare le sue scarpe rosse coi tacchi per raccogliere grandi applausi per la sua prima uscita.

Per chi come me ha l’onore di conoscere Speranza da più di trent’anni, è facile ripercorrere con la memoria quanti saggi, prove e concorsi, ha dovuto preparare e superare per essere lì.

La nuova parola buona è PREPARAZIONE.

Gli allenamenti, l’applicazione e lo studio ci fanno trovare pronti ad affrontare nel modo migliore ciò che giunge a sorpresa.


Pillole audio di Sergio Astori


Testo in simboli CAA

[Versione in simboli a cura di Antonio Bianchi, Centro Sovrazonale di Comunicazione Aumentativa di Milano e Verdello, secondo il modello definito dal Centro Studi inbook]


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Sergio Astori

Chi sono

Sono papà di Giulia e Silvia e marito di Monica, immunologa clinica.
Mi appassiona conoscere ciò che ci anima come donne e uomini, e studio le situazioni di limite che possono offuscare la bellezza delle persone.
Sono cresciuto a Bergamo, poi sono diventato medico a Milano, poi mi sono specializzato a Pavia in psichiatria e psicoterapia, infine ho completato gli studi con un dottorato in Salute pubblica, scienze sanitarie e formative.
Esercito a Milano dove insegno alla Facoltà di Psicologia dell’Universita Cattolica.
Quello che credo in una frase?
In noi l’intelligenza coniugata con la coscienza è una scintilla di infinito che può fare la differenza.