Rinascita

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La vita che rinasce merita la festa di una musica nuova. Foto di Lola Delabays

La sessantunesima parola buona è RINASCITA.

Per molti mesi abbiamo ripetuto che dopo la Pandemia non ci saremmo fatti mancare occasioni per tornare agli acquisti, per riprendere a viaggiare, per celebrare le feste e prenderci più cura di noi stessi.


In parte sembra essere così. Se ordini un’auto nuova, ora devi metterti in fila per la consegna tra un po’.

Gli aeroporti sono tornati a riempirsi e al personale di terra e di bordo vengono imposti ritmi ancor più frenetici di quelli pre Covid. Per molti amici e famiglie, dopo mesi e mesi, si rinnovano occasioni di ritrovo attraverso battesimi e matrimoni.

Nel settore sanitario, è ripresa l’erogazione di prestazioni rimaste a lungo sospese, ma chi ha necessità di prenotare un esame o una vista, anche in regime di libera professione, può trovar posto in autunno o ancora più in là.

Io ne ho fatto esperienza in questi giorni e ho sorriso quando, per intrattenere l’attesa, dal centralino di un prestigioso ospedale è partita la musichetta del Can can di Offenbach.

Ho sorriso perché quelle note riprendono una musica popolare che, in origine, sottolineava i gesti delle lavandaie di Montmartre che, mentre sbattevano rumorosamente i panni – e can e can ! – e alzavano gonne e sottogonne, in un’epoca in cui tutto era coperto, lasciavano intravvedere sotto i merletti le loro gambe ai passanti.

La nuova parola buona è RINASCITA.

Scompare la paura che manchi musica e vino per la festa se resta spazio per un’idea rinnovata di noi stessi.


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Sergio Astori

Chi sono

Sono papà di Giulia e Silvia e marito di Monica, immunologa clinica.
Mi appassiona conoscere ciò che ci anima come donne e uomini, e studio le situazioni di limite che possono offuscare la bellezza delle persone.
Sono cresciuto a Bergamo, poi sono diventato medico a Milano, poi mi sono specializzato a Pavia in psichiatria e psicoterapia, infine ho completato gli studi con un dottorato in Salute pubblica, scienze sanitarie e formative.
Esercito a Milano dove insegno alla Facoltà di Psicologia dell’Universita Cattolica.
Quello che credo in una frase?
In noi l’intelligenza coniugata con la coscienza è una scintilla di infinito che può fare la differenza.