#PAROLEBUONE

Vita

V


È importante che tutti i mondi, reali e virtuali, restino vivibili.


La quarantacinquesima Parola Buona è VITA

Anche se siamo animali sociali, non sempre è facile riconoscere le relazioni che meritano di essere coltivate. In più, come conseguenza delle restrizioni imposte dalla pandemia da Covid, internet è diventato lo spazio più condiviso del globo, la piazza dove incontrarsi o anche solo farsi notare.

Le persone che seguo in psicoterapia sembrano rubare le parole utilizzate da Diandra Moscogiuri. Il giovane protagonista del suo ultimo libro denuncia: « Adesso che ci sono passato, sconsiglio a chiunque di scrivere in un motore di ricerca “amicizie virtuali”, perché ci si trova catapultati in posti orribili ».

Nel mio studio professionale, i pazienti si raccontano. Le loro sono storie difficili ma oggi come oggi chi può dire di vivere tempi facili? Alessandro, che di solito vedo il martedì, è incantato come un disco vinile rovinato.

Nella sua testa girano mille domande sul profilo che ha creato su un social di incontri: “Quali foto carico? in quale raggio di chilometri cerco nuovi contatti?”. Dilemma è che cosa rivelare circa l’età, che cosa dire delle proprie relazioni non virtuali, se far cenno al suo lavoro … Martina, che viene il venerdì, è in crisi con il compagno da molto tempo. Ripete spesso che in chat si sente ascoltata da tutti tranne che da lui. Piera, dopo essersi iscritta ad un sito super esclusivo che prometteva una rigorosa scrematura dei candidati dell’altro sesso, ora si sente presa in giro: ha sborsato moltissimi soldi per poi sentirsi rispondere dal gestore dell’agenzia virtuale che nessun candidato è all’altezza delle sue aspettative.

Colgo un diffuso bisogno di misurarsi con la strana potenza degli affetti e dei sogni. Le persone sono in cerca adeguate sponde che facciano sì che la vita non straripi, finendo per disperdersi; la maggior parte di noi vuole che il flusso vitale alimenti la diga di un amore copioso, che possa essere utile a dissetare noi stessi e a dare gioia agli altri.

Così, è quando non siamo turbati dal tramonto e siamo liberi l’indomani di accogliere una nuova giornata, che nella nostra esistenza c’è spazio per le quattro preziose lettere: vita.

E la vita si dispiega ancor più libera quando le nostre labbra non sono velate dall’ombra di dicerie o invidie, ira o malignità.

La nuova parola buona è Vita.

In tempi di crisi, stiamo meglio quando siamo circondati da chi è capace di sollecitare in noi la libertà e la vita.


TI È PIACIUTA LA PAROLA BUONA? CONDIVIDILA!

#PAROLEBUONE

Sergio Astori

Chi sono

Sono papà di Giulia e Silvia e marito di Monica, immunologa clinica.
Mi appassiona conoscere ciò che ci anima come donne e uomini, e studio le situazioni di limite che possono offuscare la bellezza delle persone.
Sono cresciuto a Bergamo, poi sono diventato medico a Milano, poi mi sono specializzato a Pavia in psichiatria e psicoterapia, infine ho completato gli studi con un dottorato in Salute pubblica, scienze sanitarie e formative.
Esercito a Milano dove insegno alla Facoltà di Psicologia dell’Universita Cattolica.
Quello che credo in una frase?
In noi l’intelligenza coniugata con la coscienza è una scintilla di infinito che può fare la differenza.