Riserva

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Le parole che nascono per durare diventano, a mano a mano, una dimora da abitare.

La cento ventiduesima parola buona è RISERVA.

Per sei anni, le parole sono arrivate così: senza fretta. Alcune sono nate durante un colloquio, altre lungo una strada percorsa ogni mattina; altre ancora mentre qualcuno cercava il nome giusto per una ferita o per una speranza. Tutte hanno fatto emergere volti, storie, incontri.

Ora centoquaranta parole buone, da Abbraccio a Vela, sostano una accanto all’altra nel Dizionario Poetico dell’Umano, in uscita per Castelvecchi.

Giorno dopo giorno, le Parole Buone hanno abitato i social, gli incontri pubblici, la radio e l’archivio digitale. Nel fluire del tempo, emergevano secondo il ritmo stesso della vita: fragilità, legami, ripartenze, stupori. Crescevano come un giardino, con la libertà delle cose vive. Nel libro, quel giardino si fa un sentiero che ogni lettore può percorrere con il proprio passo.

Le sette sezioni del volume — incontro, profondità, rinascita, prendersi a cuore, divenire, vivere insieme, stupore — sono sette modi di abitare l’umano. Raccontano un’antropologia della relazione, dell’interiorità, della responsabilità e della meraviglia. Ogni campo accoglie venti parole, ricomposte in una costellazione di significati.

Il Dizionario mostra così ciò che nell’archivio appariva in filigrana: che la fragilità non è un frammento isolato, ma una trama che si intreccia con il cambiamento, con il senso condiviso, con lo stupore di riconoscere la vita che insiste e fiorisce nelle sue forme più inattese.

Non a caso il libro sceglie la via della bellezza accessibile. I racconti sono accompagnati da 48 immagini, quasi pause di respiro, soste dello sguardo, piccoli inviti alla contemplazione. I colori e la grafica non ornano semplicemente le pagine: partecipano al loro significato. Come accade nei vecchi alfabetieri o nei taccuini di viaggio, la parola e l’immagine si prendono per mano, affinché il lettore possa entrare con naturalezza in un’esperienza insieme estetica ed educativa.

In un tempo che consuma rapidamente il linguaggio, abbiamo ancora bisogno di libri che non siano soltanto da leggere, ma a cui poter tornare come a una mappa nei momenti di incertezza.

Per questo il Dizionario Poetico dell’Umano si offre come una riserva: non di risposte definitive, ma di senso. Un luogo in cui sostare quando la vita domanda la delicatezza di accoglierne le risonanze.

Perché una parola buona nasce così: nella fedeltà alla vita, nella tenerezza di chi, nel dirla, se ne prende cura. E continua il suo cammino ogni volta che qualcuno, custodendola, riconosce in essa un poco della propria umanità.

La nuova parola buona è RISERVA.

Le parole che nascono per durare diventano, a mano a mano, una dimora da abitare.



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Sergio Astori

Chi sono

Sono papà di Giulia e Silvia e marito di Monica, immunologa clinica.
Mi appassiona conoscere ciò che ci anima come donne e uomini, e studio le situazioni di limite che possono offuscare la bellezza delle persone.
Sono cresciuto a Bergamo, poi sono diventato medico a Milano, poi mi sono specializzato a Pavia in psichiatria e psicoterapia, infine ho completato gli studi con un dottorato in Salute pubblica, scienze sanitarie e formative.
Esercito a Milano dove insegno alla Facoltà di Psicologia dell’Universita Cattolica.
Quello che credo in una frase?
In noi l’intelligenza coniugata con la coscienza è una scintilla di infinito che può fare la differenza.