Sorpresa

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Ciò che arriva inatteso illumina la vita se ci lasciamo invitare al nuovo senza troppe resistenze.

La centoquindicesima parola buona è SCOPERTA.

«Dottore, quest’anno i saldi fanno proprio girare la testa!». Così comincia la prima seduta dell’anno, con parole agitate, a tratti confuse. «Erano mesi che mi preparavo, andando a scegliere ciò che mi sarei comprata dopo la Befana. Di nascosto avevo fotografato i cartellini per essere sicura di non venire fregata poi. Il giorno giusto mi sono svegliata all’alba e ho girato come una trottola per la città.

Appena mi compravo qualcosa, mi facevo fare un pacchetto regalo perché quest’anno a Natale mi sono concessa niente, per tenere da parte i soldini. Arrivata a casa, ecco la sorpresa. Scartati i pacchetti, ho trovato tre maglioni uguali nella forma e nel colore. Proprio come avevo desiderato».

La sorpresa, mi accorgo subito, non è solo nei pacchetti: è in lei. Basandosi sulle sue reali disponibilità economiche, non poteva certo attendersi oro, incenso e mirra. Allora ha inventato la sua buona stella tra vetrine e offerte invernali, scoprendo che il primo dono che avrebbe potuto farsi sarebbe stato quello di sorprendersi da sola.

Il viaggio della sorpresa è iniziato ben prima della notte del 5 gennaio. Mentre viene in terapia le piace soffermarsi davanti alle vetrine del Centro e anche mettere il naso dentro negozi che propongano cose belle in occasione.

I tre maglioni diventano allora simbolo di desiderio, di ricerca, di ciò che ci fa stare bene. Sotto l’errore apparente — comprare tre volte lo stesso maglione — si nasconde un desiderio più antico: consegnarsi, almeno per un istante, alla dolcezza e al conforto.

Alla fine della seduta, la signora confida d’essersi sentita, per un attimo, Pretty Woman. Lo esprime con parole sincere e ironiche: «Mi devo salvare da sola perché, se aspetto ancora un principe, sono fritta. Casomai ne troverò uno io, da salvare».

Io non aggiungo altro. Ho letto nei suoi occhi la conferma di ciò che avevamo colto entrambi. La sorpresa non è mai un incidente del destino: è una luce che si accende quando ci permettiamo di ascoltare il nostro gusto, il nostro desiderio, la nostra libertà. È un incontro tra ciò che abbiamo atteso e ciò che abbiamo osato donare a noi stessi.

La nuova parola buona è SORPRESA.

Ciò che arriva inatteso illumina la vita

se ci lasciamo invitare al nuovo senza troppe resistenze.



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Sergio Astori

Chi sono

Sono papà di Giulia e Silvia e marito di Monica, immunologa clinica.
Mi appassiona conoscere ciò che ci anima come donne e uomini, e studio le situazioni di limite che possono offuscare la bellezza delle persone.
Sono cresciuto a Bergamo, poi sono diventato medico a Milano, poi mi sono specializzato a Pavia in psichiatria e psicoterapia, infine ho completato gli studi con un dottorato in Salute pubblica, scienze sanitarie e formative.
Esercito a Milano dove insegno alla Facoltà di Psicologia dell’Universita Cattolica.
Quello che credo in una frase?
In noi l’intelligenza coniugata con la coscienza è una scintilla di infinito che può fare la differenza.